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Madonna Nera

IL Santuario della Madonna
Nera di Jasna Gora, è stato
gemellato con il Santuario
della Madonna del Divino
Amore, dal Papa
San Giovanni Paolo II.
 
Tutta la BIBBIA ma specialmente il VANGELO va meditato ogni giorno
e non mancano siti internet dove si possono leggere ed inserire propri commenti.
Eccone un esempio: su questo sito troverete alcuni miei commenti, al vangelo del giorno clicca sotto.
e la vivono ogni giorno"
 
(Nella foto, Gesù in mezzo ai dottori.)
Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: "Figlio, perché‚ hai fatto così ? Ecco tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo". Ed Egli rispose: "perché‚ mi cercavate ? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio? ". Ma essi non compresero le sue parole. ...Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. (Lc 2,41-51)
"occuparmi delle cose del Padre mio" significa dunque occuparmi della Parola di Dio:
questa è la missione di Gesù!
 
È interessante osservare i commenti che fanno i rabbini Ebrei.
Gli Ebrei sono molto attenti a meditare la Parola di Dio.
Ma è possibile che con tutto questo studio che essi hanno fatto non hanno riconosciuto
Gesù Cristo, come messia?
 
 
La Torah si acquista attraverso quarantotto requisiti. Si acquista, infatti: con lo studio 1, la pronuncia distinta 2, la comprensione 3 e il discernimento del cuore 4, il timore 5, la riverenza 6, l'umiltà 7, la letizia 8; con il contatto con i saggi 9, la collaborazione con i colleghi 10, la discussione con i discepoli 11; con la calma 12, la conoscenza della Scrittura 13 e della Tradizione 14; con la moderazione negli affari 15, nei rapporti con il mondo 16, nel sonno 17, nella conversazione 18 nel ridere 19; con la longanimità 20, la bontà di cuore 21, la fiducia nei saggi 22, l'accettazione delle sofferenze 23, la coscienza del proprio posto 24, contentandosi della propria parte 25, mettendo un recinto intorno alle proprie parole 26, non attribuendo merito a se stesso 27; col rendersi amabile 28, amante di Dio 29, amante del prossimo 30, amante della giustizia 31, della rettitudine 32, delle correzioni 33; tenendosi lontano dagli onori 34, non vantandosi della propria erudizione 35, non godendo nel dare sentenze 36; unendosi al prossimo nel sopportare il giogo 37, giudicandolo favorevolmente 38 e guidandolo alla verità 39 e alla pace 40; studiando con riflessione 41, domandando e rispondendo 42, ascoltando e aggiungendo 43 (nuove cognizioni con la propria riflessione); studiando per insegnare 44 e studiando per eseguire 45; rendendo più saggio il proprio maestro 46, ponendo attenzione alla sua lezione 47,
riportando le cose nel nome di chi le ha dette 48.
 
Dimenticatevi anche il telefonino, perché tanto non funziona: non c'è campo.
 

La Scuola della Parola con Maria

E' bene dire a tutti leggete il Vangelo perché è Lì che Gesù parla e ci trasmette i suoi insegnamenti d'amore. Ma è meglio ancora non perdere un occasione di annunciare direttamente la Parola stessa di Gesù. La Parola di Gesù è insegnamento di vita, ma al tempo stesso è cibo, è eucaristia che dà vita. Gesù stesso è stato ritrovato da Maria nel tempio dopo tre giorni di ricerche, mentre insegnava la Parola: "Non sapete che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?" La Parola di Dio è efficace: guardate il centurione che non essendo Ebreo non si reputava degno di ricevere Gesù nella sua casa e Gli disse: "Non son degno che Tu venga sotto il mio tetto ma dì soltanto una Parola ed il mio servo sarà guarito". Basta una parola, ed egli stesso insegna a Gesù cosa fare: "anch'io ho dei servi e se dico ad uno fai questo, egli lo fa..." E Gesù si meravigliò: "Non ho mai visto tanta fede neanche in Israele!"

Ecco appena domenica scorsa nel Vangelo Gesù insegna ancora riguardo alla Parola. Quanto è importante ciò che diciamo: se diciamo al fratello "Pazzo!" finiremo in giudizio! Attenti alla parole: "Il vostro parlare sia "si", quando è si e sia "no" quando è no! tutto il resto viene dal maligno!

Per conoscere la persona stessa di Gesù, a noi rimane essenzialmente il Vangelo. Lì dalle Sue parole si può risalire alla Sua persona. E' così che si riconosce il Cristo che ama, perdona, salva, nutre, ride o piange, soffre o è raggiante di paradiso. Ci sono persone come don Giussani che rimanevano incantati su di una sola frase del Vangelo perché vedevano tutto un quadro attraverso quella frase, vedevano la storia della salvezza che ci trasforma. Provate a gustare e vedrete quanto è buono il Signore! Beati quelli che ascoltano la Parola di Dio e la vivono ogni giorno!

 
 
Esistono battute spiritose nel Vangelo?
Si esistono.
 
In questo passo del Vangelo di Luca, 11:37-42 (vangelo di oggi 12/10/10) c'è una battuta spiritosa di Gesù. Ma non si capisce subito ....

In quel tempo, mentre Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo. Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro».

provo a spiegarla.

 

Gesù va a pranzo senza lavarsi le mani, ma il fariseo lo osserva stupito! Gesù invece sottolinea l'ipocrisia:

"Voi farisei, vi lavate le mani, e lavate piatti e bicchieri, e con ciò vi sentite "a posto" mentre dentro di voi, siete pieni di avidità e di cattiveria."

Ma come ci si può sentire a posto con la coscienza perché si è lavato le mani prima di mangiare? O come ci si può sentire a posto con la coscienza perché si usano piatti e bicchieri lavati? E' una confusione che ha dell'incredibile! Puoi essere pieno di cattiveria, ma se ti sei lavato le mani sei a posto con la coscienza! Ma ecco il rimedio:

"Ripulite invece i piatti, donando quel che c'è dentro, in elemosina ai poveri! Allora, vi ritroverete ripuliti dentro anche voi e non solo i piatti!   (Infatti, l'elemosina cancella una moltitudine di peccati, e i poveri che hanno fame, i piatti, li leccano bene bene, magari a forza di "scarpette"!).

Così Gesù insegnava con schiettezza ed allegria: pulite i piatti dentro, regalando il contenuto ai poveri, e allora sarete veramente ripuliti dentro, anche voi come i piatti!

Insomma la pulizia si fa in due modi: una è soltanto superficiale e si fa con l'acqua, l'altra è profonda e si fa con l'elemosina, ma quest'ultima ha la capacità di ripulire pure i piatti! I poveri infatti, sono bravi a ripulire i piatti!

Per una più facile comprensione bisognerebbe aggiungere qualche parola all'ultima frase...: "Date piuttosto in elemosina quel cibo che c'è dentro il piatto, ed ecco, per voi tutto sarà puro (=ripulito), sia il piatto che l' anima vostra!"

Soluzione dell'enigma: come ripulire i piatti e l'anima in una sola mossa????

E' sufficiente dare il piatto con il suo contenuto ad un povero affamato, questa è l'unica mossa da fare! Il povero per la sua fame, leccherà il piatto così bene che sarà ripulito perfettamente, ma per forza della carità compiuta donando gratuitamente il piatto al povero, anche il ricco avrà ripulita la sua anima, perché infatti la carità e l'elemosina cancellano una moltitudine di peccati.

 

 UN ATTIMO DI RIPOSO
Ecco invece un passo davvero divertente, del vangelo di Marco.

Marco 6, 31-34

30 Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e insegnato. 31 Ed egli disse loro: «Venitevene ora in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un poco». Difatti, era tanta la gente che andava e veniva, che essi non avevano neppure il tempo di mangiare.
32 Partirono dunque con la barca per andare in un luogo solitario in disparte. 33 Molti li videro partire e li riconobbero; e da tutte le città accorsero a piedi e giunsero là prima di loro. 34 Come Gesù fu sbarcato, vide una gran folla e ne ebbe compassione, perché erano come pecore che non hanno pastore; e si mise a insegnare loro molte cose.

Marco associa spesso la Buona Novella con qualche battuta allegra!

Ma il lato umoristico sfugge perché solitamente si tende a leggere il testo sacro con il dovuto rispetto e questo rispetto sottintende la massima serietà. È così che purtroppo sfugge il lato umoristico del racconto. Ma Marco è un personaggio pieno di gioia, questo suo carattere non può sempre sfuggirci nonostante la serietà con la quale si vuole l'annuncio del Vangelo. Qui dunque non è Gesù che fa una battuta spiritosa, ma è Marco che racconta la vicenda in modo esilarante!

Gesù invita i suoi più stretti collaboratori appena tornati da una missione, a riposarsi un pò, in un luogo tranquillo, deserto, in disparte, perché c' era tanto traffico di folla che non riuscivano più nemmeno a mangiare! Pertanto salgono in barca e vanno beati. Fin qui tutto è normale! Ma ecco la prima frase esilarante.

Ma guarda caso dalla riva hanno capito dove intendono approdare e si mettono a correre! E arrivano prima di loro!   Così il luogo deserto che doveva servire per riposarsi, s'è già riempito di una grande folla! ! Addio tranquillità!

Segue una seconda frase esilarante.

E Gesù non è che li manda via, tanto per essere lasciati in pace, per riposarsi un pò da soli in disparte, anzi, Egli ne ebbe compassione perché: "erano come pecore senza pastore!" Addio meritato riposo!

E si mise ad insegnare loro molte cose. Bravo Marco! Ogni tanto ci fai stare allegri! Il racconto continua con la moltiplicazione dei pani, non meno esilarante: "Date loro voi stessi da mangiare!" ...

 

COS'È PIÙ FACILE: RIMETTERE I PECCATI O GUARIRE?
Questo brano è strutturato proprio come il precedente: prima c'è tanta folla..., poi inizia il racconto esilarante...(fanno un buco nel tetto), poi Gesù interviene ma di sorpresa: non dice quello che loro si aspettano ma tutt'altra cosa!..., poi la conclusione.
Ma di solito non si può ridere quando si proclama la Parola di Dio!

Marco 2,1-12

1 Ed entrò di nuovo a Cafarnao dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa 2 e si radunarono tante persone, da non esserci più posto neanche davanti alla porta, ed egli annunziava loro la parola.
3 Si recarono da lui con un paralitico portato da quattro persone. 4 Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dov'egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico. 5 Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: «Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati».
6 Seduti là erano alcuni scribi che pensavano in cuor loro: 7 «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?».
8 Ma Gesù, avendo subito conosciuto nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate così nei vostri cuori? 9 Che cosa è più facile: dire al paralitico: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina? 10 Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati, 11 ti ordino - disse al paralitico - alzati, prendi il tuo lettuccio e va' a casa tua». 12 Quegli si alzò, prese il suo lettuccio e se ne andò subito in presenza di tutti, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».
 
Commento: c'è tanta folla mentre arrivano quattro portatori con una barella e non sanno come raggiungere Gesù. Ma c'hanno un'idea: vogliono fare un buco nel tetto Roba da matti! Ma ci riescono cosi bene che arrivano a calare il paralitico proprio davanti a Gesù! Il paralitico ed i suoi barellieri già pensano di avercela fatta!
Ma no! Gesù vede la loro fede ed anziché dirgli "alzati e cammina" come si aspettavano, li coglie di sorpresa e gli dice: "ti sono rimessi i tuoi peccati!"  Questa non se l'aspettavano! La cosa si fa molto seria: Gesù ha messo a nudo le debolezze del povero peccatore anche paralitico! Che guaio, è terrificante adesso doversi riconoscere peccatore davanti a tutta questa folla poi! Ma provvidenzialmente intervengono i Farisei che pensano: "Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?"
Questi hanno solo "pensato", e Gesù li sorprende subito guardandoli e dicendo: perché "pensate" queste cose nel vostro cuore???
Allora Gesù risponde in modo stupendo: "ma cosa è più facile? dire: "ti sono rimessi i tuoi peccati?" oppure dire: "Alzati, prendi il tuo lettuccio e va' a casa tua?". E' il colmo! Non gli basta dirgli "Alzati e cammina" ma prendi pure il tuo lettuccio e portatelo a casa!" Lo guarisce e lo rimanda in piena forma! Quegli si alzò, prese il suo lettuccio e se ne andò subito Bisogna sottolineare quel "subito" che dimostra la fretta del paralitico di scappare via,  per evitare i commenti circa i suoi peccati: "scappa scappa!"
Marco è davvero unico in questo genere di racconti esilaranti!
 
CHI LO TOCCA CON FEDE GUARISCE!
Se non ci fa ridere, ci fa almeno sorridere. San Marco tira fuori la sua battuta spiritosa: "Ti stanno a spingere da tutte le parti, c'hai una folla addosso che ti stringe e tu ci chiedi chi ti ha toccato!" Ma Gesù insiste, e finalmente, eccola l'emorroissa che spunta fuori e si butta tremante ai piedi di Gesù! Anche questa è una scena del tutto comica: come è possibile che questa donna ha paura di Gesù che l'ha beneficata??? Perché dovrebbe nascondersi agli occhi del suo Salvatore??? Eccola tutta tremante che non si regge in piedi!ed si accovaccia ai piedi del maestro che l'ha guarita! 
Ma il problema infatti non è il suo rapporto con Gesù salvatore, ma con la legge degli ebrei! Infatti, l'emorroissa che soffriva di perdite non poteva toccare nessuno per la legge degli ebrei, doveva starsene appartata come una lebbrosa!
Qui san Marco ridicolizza, infatti, quella legge che pretende di considerare puro ciò che è pulito e lavato. Mentre condanna chi è malato perché colpito da una qualche infezione contagiosa!
Gesù chiamandola a sé l'ha salvata anche dalla legge che la condanna! Eppure quella legge deriva dai dieci comandamenti dati da Dio a Mosè! Ma l'opera umana dell'interpretazione l'ha resa vana, e lontana dall'insegnamento di Amore del Dio di Mosè! La legge dell'amore non può essere fatta di sole regole igieniche!
 
Marco 5,21 e seguenti:
In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.
E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».
Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.
Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.
 Altra battuta spiritosa è quella di Gesù che  diceva a tutta quella gente che piangeva ed urlava forte: "la bambina non è morta ma dorme!"   Siii...!, dormiva...!? proprio con quelli che stavano lì a strillare e a fare chiasso a più non posso! Gesù li sta prendendo in giro!?
 
Si sono dimenticati la merenda!
Marco 8,14-21 - Guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode.
In quel tempo, i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo pane. Allora Gesù li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane.
Si accorse di questo e disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». E disse loro: «Non comprendete ancora?».

Ecco Marco ci racconta un episodio con la solita ironia, da farci almeno sorridere! I discepoli si sono scordati la merenda! E come capita sempre in questi casi litigavano tra loro, forse cercando di chi fosse la colpa?!

E Gesù che li rimprovera: ma non ricordate quando ho moltiplicato i pani e vi sono avanzate ceste colme di pezzi? Gente  di poca fede, e di poca memoria, ma vi volete fidare di me ! Che non vi faccio morire di fame?

 
Colpevole di fare del bene!

 Giovanni 10,31-42 -

In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio».
Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io ho detto: voi siete dèi”? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
 
Ecco una battuta se non proprio spiritosa, almeno del tutto ironica: "Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?"
 
Eccone un'altra buona: Ma che cosa avete capito?
 
Gesù non stava parlando della popò...che ti contamina se non ti pulisci bene il sederino, o se non ti lavi! Quello che esce dall'uomo.. non intendeva dire, quello che esce da sotto!
Questi non capiscono niente, sono proprio senza cervello?
Quello che esce dal cuore dell'uomo, contamina l'uomo: fornicazioni, furti, omicidi, adultèri... questi contaminano l'uomo! Che ottusi!
 
Marco 7, 14-23.
14 Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e intendete bene: 15 non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall'uomo a contaminarlo». 16 .
17 Quando entrò in una casa lontano dalla folla, i discepoli lo interrogarono sul significato di quella parabola. 18 E disse loro: «Siete anche voi così privi di intelletto? Non capite che tutto ciò che entra nell'uomo dal di fuori non può contaminarlo, 19 perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va a finire nella fogna?». Dichiarava così mondi tutti gli alimenti. 20 Quindi soggiunse: «Ciò che esce dall'uomo, questo sì contamina l'uomo. 21 Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, 22 adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. 23 Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l'uomo».
 
"O generazione incredula, fino a quando dovrò sopportarvi?"(Marco 9,19)
 
Questa esclamazione di Gesù è veramente eloquente riguardo alla sua pazienza nel sopportare l'atteggiamento scettico dei suoi apostoli! Povero Gesù! Alla fine si capisce come Egli possa anche perdere la pazienza e mandarli via,... per un pò! 
 Questo allontanamento temporaneo accade proprio nel brano del Vangelo seguente:
Marco 6, 45 - 52.
45 Ordinò poi ai discepoli di salire sulla barca e precederlo sull'altra riva, verso Betsàida, mentre egli avrebbe licenziato la folla. 46 Appena li ebbe congedati, salì sul monte a pregare. 47 Venuta la sera, la barca era in mezzo al mare ed egli solo a terra. 48 Vedendoli però tutti affaticati nel remare, poiché avevano il vento contrario, già verso l'ultima parte della notte andò verso di loro camminando sul mare, e voleva oltrepassarli. 49 Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono: «È un fantasma», e cominciarono a gridare, 50 perché tutti lo avevano visto ed erano rimasti turbati. Ma egli subito rivolse loro la parola e disse: «Coraggio, sono io, non temete!». 51 Quindi salì con loro sulla barca e il vento cessò. Ed erano enormemente stupiti in se stessi, 52 perché non avevano capito il fatto dei pani, essendo il loro cuore indurito.
 
Gesù questa volta, ha proprio perso la pazienza! E a quel punto ordinò loro : "Salite sulla barca e andate sull'altra riva, che vi raggiungo dopo!"
Nel frattempo che loro si allontanano con la barca, Egli congeda la folla e va a pregare sul monte da solo. (E' inutile invitare qualcuno di loro a pregare insieme, perché si addormenterebbero di sicuro!, meglio andare da solo!)
Verso l'ultima parte della notte, dopo la sua fervente preghiera, Gesù li raggiunge... camminando sul mare Non solo li raggiunge, ma questi stanno ancora lì sul mare a faticare controvento! A questo punto li potrebbe anche sorpassare, e veramente è proprio quello che voleva fare per arrivare prima di loro sull'altra riva! Ma infatti... non dovevano precederlo sull'altra riva??
Ma essi, quando lo vedono camminare sul mare, si mettono pure a gridare per la paura come se vedessero un fantasma! 
Allora Gesù (impietositosi finalmente ) li raggiunge ed il vento cessò ed insieme vanno all'altra riva!
Che pazienza che ci vuole: questi non capiscono niente, diciamo pure che c'hanno il cuore indurito!
 
PESCATORI E PESCATORI
 
La prima battuta allegra di Gesù che si trova nel vangelo di Marco è di sicuro la seguente: capitolo primo, 16-17.
 
Gesù incontra i pescatori che saranno i suoi primi apostoli che pescavano. E li invita ad andare a pescare con lui.
Ma a pescare che cosa? A pescare uomini.
Venite con me vi faccio fare un lavoro simile al vostro, vi insegnerò a pescare gli uomini al posto dei pesci!
È un nuovo mestiere: pescatori di uomini!
Mc 1,16-17:  
16. Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori.
17. Gesù disse loro: "Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini".
 
Nozze di Cana
 
Anche in questo episodio raccontato da Giovanni 2.1-12 abbiamo un racconto del tutto divertente.
 
Il terzo giorno ci furono nozze a Cana di Galilea. Era presente la madre di Gesù. Alle nozze fu invitato Gesù insieme con i suoi discepoli. E non c'era più vino, perché il vino delle nozze era finito. La madre di Gesù gli disse: "Non hanno più vino". Gesù le rispose: "Che ci possiamo fare noi due, o donna? La mia ora non è ancora venuta". Sua madre disse ai servi: "Fate tutto quello che egli vi dirà". C'erano lì sei giare di pietra, che servivano ai riti di abluzione dei Giudei, ciascuna della capacità di due o tre misure. Gesù disse ai servi: "Riempite d'acqua le giare". Le riempirono fino all'orlo. "Attingete adesso-disse loro Gesù- e portatene al capo del banchetto". Gliene portarono. Il capo del banchetto assaggiò l'acqua cambiata in vino; siccome non ne conosceva la provenienza, mentre invece lo sapevano bene i servi che avevano attinto l'acqua, il capo del banchetto chiamò lo sposo e gli disse: "Tutti servono all'inizio il vino buono e quando la gente è brilla servono il meno buono. Tu invece hai tenuto in serbo il vino buono sino a questo momento". Questo fu il primo dei segni di Gesù. Gesù lo compì' a Cana di Galilea. Manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui. Dopo di ciò, scese a Cafarnao con sua madre e i suoi fratelli, ma vi rimase solo qualche giorno.
 
Qui si vede che Maria, la madre di Gesù avverte Gesù che è finito il vino e poi chiede ai servi di fare tutto quello che Gesù dirà loro di fare.
Fin qui è tutto normale.
Ma la parte esilarante inizia adesso. Gesù infatti chiede ai servi di riempire le giare di acqua... Sarà uno scherzo?
E le riempiono bene bene fino all'orlo.  A questo punto, Gesù disse ai servi portatene al capo del banchetto.
Allora i servi pensano che il capo del banchetto si accorgerà che è l'acqua e capirà lo scherzo, ma invece no! 
Egli non si è accorto affattto che quella era solo acqua ...ma si va anche a complimentare con lo sposo per la qualità del vino buono!
E la vera sorpresa allora inizia quando i servi stessi incuriositi vanno anche loro ad assaggiare l'acqua cambiata in vino
e allora scoppiano di gioia A questo punto tutti gli invitati sono curiosi di sapere cosa c'hanno da ridere i servi.
E scoprono che dentro le giare per le abluzioni cosa c'è? ...Il vino. L'acqua per lavarsi non c'è più, c'è solo vino, e pure ottimo!
 
 La moneta del tributo
 
Dal Vangelo secondo Matteo (22,15-21).
In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli con gli erodiani, a dirgli: "Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia  a nessuno. Dunque, dì a noi il tuo parere: è lecito o no, pagare il tributo a Cesare?"
Ma Gesù conoscendo la loro malizia, rispose:"Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo". Ed essi gli presentarono un denaro.
Egli domandò loro: "Questa immagine e l'iscrizione di chi sono?" Gli risposero: "Di Cesare". Allora disse loro: "Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare, e a Dio quello che è di Dio".
 
Cosa c'è da ridere qui? Non si capisce subito, infatti. Eppure se provate a raccontare questa storia a qualcuno la troverà esilarante.  Nel racconto bisogna mettere in evidenza il contrasto tra quanto dicono I Farisei di Gesù con tanta sicurezza e la semplice risposta secca di Gesù, che rende subito evidente la loro malizia: "Ipocriti!". Bisognerebbe immaginare la scena. I Farisei avevano deciso di tendere un trabocchetto per prendere Gesù in qualche fallo. Gesù già li aveva ripresi duramente trattandoli da ipocriti. Questi si presentano da Gesù con un nuovo piano per tendere il tranello. Ma Gesù che li conosceva bene, già li fulmina con i suoi occhi e con il Suo sguardo severo. Prima della domanda traboccheto fanno tutto un elogio di Gesù, ma Lui rimane impassibile e severo e dice soltanto una parola: "Ipocriti".
La battuta che fa ridere sta proprio nello scambio di parole tra i discepoli dei Farisei  e Gesù. I discepoli dei Farisei e gli erodiani dicono chiaramente a Gesù: "Maestro, sappiamo benissimo che tu sei veritiero e sappiamo benissimo che insegni la via di Dio secondo verità.
Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno."  "Dunque, dì a noi il tuo parere: è lecito o no, pagare il tributo a Cesare?"
Risposta: "Ipocriti"
Dopo tutta questa serie di riconoscimenti proclamati dai Farisei con grande pompa:
noi lo sappiamo benissimo che tu sei veritiero, che dici sempre la verità,
noi lo sappiamo benissimo che tu insegni proprio bene la via di Dio secondo verità,
e noi che siamo dottori della legge sappiamo benissimo che tu non hai soggezione di alcuno,
perché non guardi in faccia a nessuno, (neanche a noi) e quello che devi dire lo dici chiaramente a tutti,
è lecito pagare il tributo a Cesare?
Risposta: "Ipocriti!"
E Gesù (Via, Verità e Vita) che racchiude in Sé tutte queste virtù proclamate dai Farisei così retoricamente, risponde subito: "Ipocriti! Voi sapete che io dico la verità, mentre voi siete pieni di malizia. E' vero che io dico sempre la verità e insegno la via di Dio secondo verità e lo sapete così bene, perché mi volete mettere alla prova? Ipocriti."
Più quelli proclamano fortemente la Verità delle parole del Maestro, e più si evidenzia il contrasto con la sua risposta: Ipocriti! "Sapete tutto di me e poi mi venite a tentare con le vostre domande a trabocchetto". Infatti: se Gesù dicesse di pagare il tributo si metterebbe contro il popolo, se dice "no non si deve pagare il tributo", si metterebbe contro i romani. Ma la risposta di Gesù è molto più profonda. In realtà dice che non si tratta di pagare o non pagare il tributo, ma si tratta di rifiutare la moneta che ti fa schiavo. Ridate tutto a  Cesare, non solo il tributo, e stampatevi la vostra moneta per conto vostro. È una chiara risposta contro il signoraggio. Vedi questo articolo.
E non finisce qui: "date a Dio quel che è di Dio" significa che ogni uomo creatura di Dio, è come una moneta, perché assomiglia al suo Dio che l'ha creato.
E Dio capitalizza, investendo nell' uomo, in ogni uomo e poi guadagnando altri uomini, accrescendo sempre di più il suo capitale di anime in Paradiso.
 
 

Viva Maria!

    Viva Padre Pio
Viva don Umberto!
 
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