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Madonna Nera

IL Santuario della Madonna
Nera di Jasna Gora, è stato
gemellato con il Santuario
della Madonna del Divino
Amore, dal Papa
San Giovanni Paolo II.
 
Poesie
A don Pasquale, tanti ringraziamenti sinceri/
perché insegna ancora oggi come ieri/
A scrivere in rima con rigore/
Come padre Umberto il fondatore/
Tramandando una antica usanza/
Con cristiana allegria/
E mariana eleganza/
Evviva Maria
(Mario Zanchini)
 
A voi dono il mio cuore/
Madre del buon Gesù, Madre d'Amore/
Vi prego o Madre mia/
Di benedir dal Ciel l'anima mia.
(don Umberto)
 
 O Patrona nei rischi più funesti/
Cara Madonna del Divino amore/
Qui invocata la mano mi porgesti/
In un momento d'ansia e di terrore/
Perennemente in questo luogo resti/
Questo grazie che parte dal mio cuore/
Per attestare che chi a te si affida/
Sempre ti avrà per suo soccorso e guida!/
 (don Umberto)

 
 
 Pellegrinaggio notturno 15.08.15
 
Anche il pellegrinaggio notturno è un luogo veramente preferito da don Umberto Terenzi.
vedi il video nella home pag.
 
 
 
 
 
Sulla tomba del servo di Dio, don Umberto Terenzi
 
Maria affranta dal dolore e senza voce/
Asciuga il Figlio ora giù dalla croce/
Nelle sue braccia come da bambino/
È ritornato il figlio suo Divino/
Ora pieno di sangue e di ferite/
Ha pagato per le nostre vite/
E prima di ritornar dal Padre/
Gesù ci affida la sua santa madre/
Dal cuor afflitto per l' immenso dolore/
A Lei ci affida il nostro Signore/
Come faremo ad essere di conforto/
Ad una tal madre col figlio morto?
Ma don Umberto l'ha saputo in sogno/
E ci rivela di cosa c'è bisogno:/
Aiutare Maria ad asciugare più che puoi/
Il sangue di Gesù e dei fratelli tuoi.
(Mario Zanchini)

La cripta che si trova sotto l'edificio dell'antico santuario ospita la tomba del servo di Dio, don Umberto Terenzi. Si entra da una parte dopo una serie di scalini in discesa e si può uscire dall'altra parte per proseguire verso il nuovo santuario a poca distanza all'esterno. Il cancello d'ingresso è aperto già dopo la messa delle otto. In fondo alla cripta, cioè proprio a lato dell'entrata si trova il sarcofago di don Umberto Terenzi, nato nel 1900 e deceduto nel 1974.  
Ma nello spazio dietro il sarcofago, in uno scavo nel tufo, su un piano rialzato rispetto al sarcofago si nota una bellissima opera scultorea. È il sogno che ha fatto don Umberto e che tutti i suoi figli e figlie conoscono bene. Gesù è morto e, disteso per terra, è tutto coperto di sangue e Maria ai suoi piedi con una espressione di estremo dolore chiede: “aiutatemi ad asciugare il sangue di Gesù”.
Questo sogno è fondamentale per scoprire la profonda spiritualità del servo di Dio, don Umberto Terenzi. L'affidamento a Maria avviene ai piedi della croce, quando Gesù dice a Giovanni: “Ecco tua madre”, e a Maria: “ecco tuo figlio”.
L'affidamento è reciproco: Maria a Giovanni e Giovanni a Maria. Se in virtù di questo affidamento a Maria, Giovanni ritrova una mamma che prende cura di lui, anche Maria ritrova un figlio che prende cura di Lei. E qui il sogno ci spiega cosa vuole Maria da noi, quando ci viene affidata. Ella ci chiede, anzi ci supplica: aiutatemi ad asciugare il sangue di Gesù. Ecco il punto, cosa dobbiamo fare per asciugare il sangue di Gesù?
Cos'altro  può essere il sangue di Gesù se non le ferite dell'umanità odierna che soffre per le guerre e le ingiustizie e le miserie in tutti i suoi membri?
Mi viene in mente la faccia disperata di quei giovani in attesa di una offerta di lavoro a giornata, in piedi allo smorzo, dalle prime ore del mattino. È la che aspettano il passaggio di un datore di lavoro occasionale e si capisce che cosa fanno o vogliono fare: manovali, muratori, uomini di fatica per un pezzo di pane.
Ecco quale può essere il messaggio del sogno di don Umberto: le ferite sanguinanti si trovano ovunque. I giovani alla ricerca di un ideale che li faccia uscire dalla schiavitù della droga. I malati che cercano sollievo e comprensione, per sopportare fiduciosi la croce di sofferenze che è stata a loro affidata, come a Gesù.
E cosa possiamo chiedere a don Umberto?
Che interceda per noi e ci faccia vivere l'affidamento a Maria come l'ha vissuto Lui: Maria pensaci tu!

Don Umberto, servo di Dio,
nostro pastore e parroco,
padre fondatore delle opere della Madonna del Divino Amore,
seguendo il tuo esempio, e secondo il tuo insegnamento,
noi ci affidiamo a nostra madre Maria.
A Lei affidiamo per sempre la nostra vita, e la vita di queste persone a noi care,
che abbisognano di salvezza nella grave malattia.
Fa che per tua intercessione Maria accolga la nostra preghiera
di affidamento a Lei come alla più tenera delle madri
e ci conceda come a figli diletti le grazie sospirate,
per i meriti infiniti di Gesù Cristo nostro Signore.
Amen.
 
 

ROIATE 
 
È sorta spontaneamente l'iniziativa di visitare i luoghi del servo di Dio Don Umberto Terenzi.
Così è capitato che due parrocchiani, Mariella e Toni, parlando con don Pasquale Cipriani,
 un bel giorno decisero di fissare la data per una visita a Roiate. 
E don Pasquale, sacerdote anziano del Santuario del Divino Amore,
è originario  proprio di quelle parti e riconobbe la sua vocazione,
nella chiamata da parte di don Umberto che spesso si trovava a Roiate.
 
Ma non solo lui riconobbe questa chiamata a fare parte
della grande famiglia dei sacerdoti oblati della Madonna del Divino Amore,
ma da Roiate provengono anche diverse suore.
 
Così avvenne che il sabato 25 ottobre 2014, al santuario del Divino Amore, alle otto del mattino,
dal piazzale "don Umberto Terenzi" siamo partiti in pullman per raggiungere a Roiate
un'altro piazzale ugualmente dedicato proprio a "don Umberto Terenzi".
 
Un viaggetto tranquillo, di breve durata, con stile del tutto casareccio, la capo-guida Mariella
faceva l'appello e così salutava tutti noi parrocchiani, tutti amici e conoscenti provenienti anche
dalla parrocchia di San Anselmo, un pezzetto di territorio che nel passato apparteneva
alla nostra parrocchia del Divino Amore.
Pausa per colazione e poi anche la recita del santo Rosario, lentamente e meditando,
e presto l'arrivo a Roiate con l'accoglienza calorosa di don Antonino, parroco del posto.
 
La santa messa fu celebrata da don Pasquale emozionatissimo, - era rimasto senza voce! -
nella cappella dedicata a San Benedetto dove c'è l'impronta lasciata su una pietra enorme;
dall'impronta si capisce che San Benedetto ci si era addormentato sopra
appoggiandosi sul fianco destro: è riconoscibile lo spazio dalla testa fino ai piedi.
 
Don Umberto Terenzi era talmente innamorato di quel posto
che ci fece costruire il convento proprio al di sopra della cappella stessa.
In pratica dormiva sopra l'impronta, un pò come al Divino Amore
dove dormiva sopra la sacrestia e da una finestrella vedeva sempre
il quadro della Madonna nel Santuario.
I santi sono sempre molto attaccati a Gesù, a Maria e ai valori sacri,
mentre chi scappa lontano dalla presenza di Dio è Adamo nel paradiso terrestre,
dopo la caduta, perché... si vuole nascondere!
 
Dopo la messa, è arrivato il momento conviviale con il pranzo e
con la compagnia del parroco don Antonino sempre allegro e
felicissimo di illustrarci tutta la vita del paese,
così anche dopo il pranzo ci ha accompagnati alla cappella
della santissima trinità a qualche km più in alto.
Da quassù si vede un paesaggio incantevole tutt'intorno a 360 gradi.
Si arriva ad osservare una ventina di paeselli tra quelli più vicini e quelli più lontani.
E da lì poi don Antonino ci ha accompagnati a visitare la sua chiesa parrocchiale
dedicata all'Assunta nel borgo antico.
Qui ci siamo salutati per il ritorno in pullman a Roma,
senza dimenticare le ciambelline al vino, certo.
 
 

Viva Maria!

    Viva Padre Pio
Viva don Umberto!
 
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