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Madonna Nera

IL Santuario della Madonna
Nera di Jasna Gora, è stato
gemellato con il Santuario
della Madonna del Divino
Amore, dal Papa
San Giovanni Paolo II.
Ave Maria!
 
È il saluto che si usa al Divino Amore, seguendo la tradizione insegnata da don Umberto Terenzi. I sacerdoti, le suore, i pellegrini, tutti presso il Santuario del Divino Amore, usano salutarsi con l'espressione "Ave Maria".
Essendo un saluto rivolto a Maria, di per sé è un altro esempio di preghiera brevissima, che produce già molti frutti: perché il saluto a Maria dà lo Spirito Santo, come si dimostra nella visita di Maria alla cugina Elisabetta.
"Ave Maria" sono soltanto le prime due parole della preghiera conosciuta come la "salutazione angelica", la preghiera che si ripete cinquanta volte, nel Rosario.
Ma talvolta lo scopo di questa preghiera sfugge.
La Fede.
La preghiera del Cristiano, diversamente dalle preghiere di altre religioni, non sono fatte di solo parole, anche se accompagnate da gesti,
ma sono soprattutto accompagnate dalla Fede.
L'Ave Maria, recitata nel Rosario, è un esercizio di Fede: "Credo che quello che chiedo nella mia preghiera, Gesù me la concederà!"
Sembra facile! Ma in realtà non possiamo mai chiedere al Padre cose che non sono secondo la Sua Santa volontà, pertanto la preghiera andrebbe filtrata.
Facciamoci queste domande: È volontà di Dio? Oppure questa scelta, non è la scelta migliore secondo Dio?
A questo punto la nostra Fede vacilla....
Se vacilla vuol dire che è riposta male. Infatti non posso credere che tutto quello che voglio nelle mie preghiere siano concesse dal Padre.
Non posso mettere tutta la mia Fede nel credere che queste particolari mie richieste verranno certamente esaudite dal Padre....
Talvolta questo può capitare e può avvenire quella cosa meravigliosa che chiamiamo miracolo. Ma riuscire a fugare tutti questi dubbi,
per essere capace di pregare con Fede è come dire che pregare con Fede è un caso eccezionale e raro tanto quanto un miracolo.
La Fede deve essere assolutamente avvalorata dalla Volontà di Dio, ma non può essere un caso eccezionale, unico, miracoloso,
deve essere vita ordinaria, di Fede comunemente vissuta, universalmente vissuta.
 
La Fede di don Umberto Terenzi
Quindi bisogna cercare un altra strada più facile per riuscire tutti a pregare facilmente con Fede e sempre: è la strada dell'Ave Maria per una vita di Fede costante.
Dall'esempio di vita di Fede di don Umberto Terenzi, si riconosce come la Fede nel caso della recita del Rosario si traduce in AFFIDAMENTO a Maria.
Lo scopo del Rosario è affidare la propria vita a Maria. È prendere Maria nella propria casa, come ci dice Gesù ai piedi della croce: "Ecco tua madre" e a Maria: "Ecco tuo figlio!" È un affidamento reciproco di una Madre al figlio e di un figlio alla Madre.
Affidare la propria vita a Maria, significa aver Fede che Maria risolverà tutte le cose che ci riguardano secondo la Volontà di Dio.
Questo era il modo di vivere del servo di Dio don Umberto Terenzi.
Egli diceva sempre: "affidiamoci a Maria come figli, non come schiavi!" Il termine "schiavi" adoperato d'altra parte per insegnare la "perfetta devozione a Maria"  di San Luigi Maria Grignon di Monfort, non piaceva a don Umberto Terenzi. Egli diceva sempre chiaramente: "Non schiavi, ma figli!"
Vivere con Fede significa proprio questo: pregare sempre Maria ed affidare a Lei tutta la nostra vita!
Esempio: nella recita del Rosario, ci sono delle distrazioni... ogni difficoltà ed ogni sofferenza che si affaccia alla nostra mente va subito affidata a Maria, altrimenti diventa distrazione.
Ci sono delle difficoltà che derivano dai nostri stessi peccati, e si affidano subito a Maria...
Ci sono delle sofferenze che derivano dagli altri e si affidano a Maria.
In caso contrario, nel momento in cui noi cerchiamo di escogitare una soluzione personale alle sofferenze che ci si presentano durante la preghiera, allora diventiamo veramente distratti. E non appena torniamo ad affidare questa sofferenza a Maria, ritorniamo sulla strada giusta della preghiera con Fede. È poi Maria che risolverà questi problemi, queste sofferenze. Questo affidamento di tutto a Maria comporterà un miracolo continuo.
È questo il più grande insegnamento di don Umberto Terenzi, non un miracolo una volta che fa scalpore ed è eccezionale,
ma un miracolo continuo di Fede in Maria, con l'affidamento filiale fiducioso ordinario di tutta la vita.
Chiediamo pure un grande miracolo a don Umberto Terenzi per ottenere la Sua beatificazione, ma lui stesso non sarà soddisfatto perché non si può accontentare di una nostra preghiera, detta con fede per ottenere una sola grazia grande e miracolosa, una volta ....
L'insegnamento di don Umberto era l'affidamento continuo a Maria, questo affidamento va fatto con fede e Maria compirà le opere di Dio che sono sempre miracolose (meravigliose).
Consacrazione a Maria
Questo affidamento con Fede filiale a Maria, è simile alla consacrazione del mondo a Maria avvenuta per opera del Papa Giovanni Paolo II.
La Fede continua di ogni cristiano che pregando con Fede affida la propria vita a Maria, come insegna don Umberto Terenzi è il compimento della consacrazione del mondo a Maria. Ogni cristiano diventa quella pietra viva del mondo consacrato a Maria.
Questo è il vero miracolo che vuole don Umberto Terenzi al Divino Amore.
In altri termini, se vogliamo una grazia da don Umberto Terenzi per la sua beatificazione, non possiamo chiedergli semplicemente, un miracolo come si fa di solito con tutti gli altri santi.  Ma dovremmo formulare la nostra richiesta con un preciso significato di affidamento a Maria. Ecco un esempio tra tanti possibili:
 
Don Umberto, servo di Dio,
nostro pastore e parroco,
padre fondatore delle opere della Madonna del Divino Amore,
seguendo il tuo esempio, e secondo il tuo insegnamento,
noi ci affidiamo a nostra madre Maria.
A Lei affidiamo per sempre la nostra vita, e la vita di queste persone a noi care,
che abbisognano di salvezza nella grave malattia.
Fa che per tua intercessione Maria accolga la nostra preghiera
di affidamento a Lei come alla più tenera delle madri
e ci conceda come a figli diletti le grazie sospirate,
per i meriti di Gesù Cristo nostro Signore.
Amen.
 
Affidamento a Maria al santuario del Divino Amore
Al santuario del Divino Amore, c'è la consuetudine di affidare tutto a Maria, seguendo l'insegnamento di don Umberto.
A partire dalla preghiera del pellegrino:
A voi dono il mio cuore, madre del buon Gesù, Madre d'Amore,
vi prego o Madre mia di benedire dal Cielo l'anima mia.
 
Consideriamo anche un'altro esempio: la benedizione delle macchine mediante la quale viene affidata a Maria la vita di chi guida e di chi viaggia in quella macchina, proprio perché don Umberto è scampato completamente illeso da un incidente stradate avvenuto sulla via Ardeatina a poche centinaia di metri dal Santuario.
In quell'incidente benché la macchina fosse del tutto distrutta, don Umberto nè usci fuori sano e salvo. Tanto è vero che  è stata costruita un'edicola in quel luogo per ricordare a tutti la grazia ricevuta.
O Patrona nei rischi più funesti
Cara Madonna del Divino Amore
Qui invocata la mano mi porgesti
In un momento d'ansia e di terrore.
 
Perennemente in questo luogo resti
Questo grazie che parte dal mio cuore
Per attestare che chi a te si affida
Sempre ti avrà per suo soccorso e guida!
 
L'affidamento a Maria non è una cosa nuova nella storia del Divino Amore. Don Umberto racconta come avvenne un miracolo nella sua famiglia.
Era una famiglia numerosa di 12 figli. Accadde che la sua mamma per supplicare la guarigione di uno dei suoi fratellini fece
proprio un gesto di affidamento totale, buttando il figlio lì ai piedi di Maria per ottenerne la guarigione e così avvenne: Madonna pensaci tu!
In questo gesto assomiglia ad Abramo.
 
La Fede di Abramo.
Abramo è padre nella fede di tutti i credenti. Per la sua Fede incondizionata, la promessa di ogni benedizione gli è stata accreditata come giustizia.
Ogni volta che una persona qualsiasi, credente, non credente, cristiano o non cristiano, affida a Maria la propria vita e quella dei suoi cari, compie il gesto di Abramo, nostro padre nella fede. Spetta poi a Maria unicamente, a Lei nostra madre di compiere su ognuno di noi la Volontà di Dio.
Affidiamoci a Lei sempre per tutte le cose ed anche contro ogni logica se fosse necessario, contro ogni ragionevolezza era proprio la fede di Abramo, quando stava sul monte ad immolare il proprio unico figlio. A Maria tutto. Totus tuus!  Questo era lo stemma di san Giovanni Paolo Secondo.
Ave Maria e coraggio!
Queste parole "Ave Maria e coraggio" sono incise sulla pietra della tomba di don Umberto Terenzi. Esse rispecchiano la sua intera vita.
La tomba è visibile nella cripta del santuario del Divino Amore.
Ave Maria, affidiamoci ed affidiamo tutto a Maria e coraggio. Coraggio perché Maria ci aiuta anche ha portare la croce come Gesù.
Pregare l'Ave Maria con l'affidamento di tutto e di tutti a Maria diventa un opera missionaria. Tutto e tutti vengono affidati a Maria, vengono posti sotto il Suo manto immacolato. Tutti i nostri pensieri, tutte le nostre azioni, tutte le persone che incontriamo, tutte le circostanze che veniamo a conoscere dove necessita conforto materno, mettiamo tutto in mano a Maria e coraggio! Grazie don Umberto per il tuo esempio per la tua vita di testimonianza operosa.
Natale é la nascita di Gesù, Figlio di Dio, in mezzo a noi, l'Emmanuele. Ma è anche l'affidamento di Gesù a Maria. Con quale amore premuroso e attento, Maria ha accudito questo bambino divino. Ecco la migliore delle mamme e Gesù ci ha affidati a Lei e ce l'ha affidata.
Fra le sue ultime parole, prima di morire don Umberto raccomandò di accudire i pellegrinaggi notturni alla Madonna del Divino Amore. Si parte a mezza notte
e si giunge al santuario per la messa delle cinque del mattino. Il pellegrinaggio notturno ci coinvolge tutti nell'amore e nell'affidamento a Maria. Mentre Padre Pio agiva da solo, qui possiamo agire tutti insieme. portando un pezzetto della Croce di Gesù, quel pezzetto che possiamo. E tutti insieme possiamo chiedere tante grazie a Maria per la città di Roma e per il mondo.

Viva Maria!

    Viva Padre Pio
Viva don Umberto!
 
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