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Madonna Nera

IL Santuario della Madonna
Nera di Jasna Gora, è stato
gemellato con il Santuario
della Madonna del Divino
Amore, dal Papa
San Giovanni Paolo II.

Racconto di un pellegrinaggio notturno

8 settembre 2014
Discepoli di p. Pio a Vitinia
Di seguito ho raccontato i miei ricordi di alcuni pellegrinaggi notturni:
 
Il pellegrinaggio dell'Immacolata nella notte del 7/12/2014, al Divino Amore.

il pellegrinaggio notturno di sabato 6 settembre 2014.
 

 
 

Il pellegrinaggio dell'Immacolata nella notte del 7/12/2014, al Divino Amore.

Questa volta è stato impressionante il numero dei pellegrini! Quando stiamo tutti fermi lì, nell'attesa della partenza, non si riesce a valutare il numero di partecipanti, ma dopo il Magnificat, e la benedizione di don Pasquale Silla, (nostro parroco fino a pochi anni fa, ora ritiratosi per raggiunti limiti di età), il cordone dei pellegrini inizia ad estendersi lungo le strade e diventa imponente, tanto che ci si chiede: ma dove erano tutti?

In testa al corteo la croce illuminata di rosso, va avanti speditamente ed al centro cammina il carro con il quadro della Madonna; ora se guardi davanti o guardi dietro non vedi i punti estremi della processione. E se ne vedi uno non vedi l'altro. Di solito i volontari ci fanno tenere strettamente la destra, lungo la linea bianca centrale della strada, ma questa volta non se ne parla, tutta la carreggiata è invasa dai pellegrini, non passavano macchine per nessun verso e camminando devi stare attento a non mettere i tuoi piedi sui piedi di chi ti cammina davanti ed a evitare i piedi di quelli che ti stanno dietro. I vigili hanno dovuto chiedere rinforzi.

Questa risposta è la più dolce espressione dell'amore a Maria. E ad ogni acclamazione: "Viva Viva, e sempre viva" si alzava una marea di candele sulle nostre teste.
Se stai in compagnia, devi stare molto attento a non perdere di vista il tuo compagno, o compagna, altrimenti se ti perdi in questa folla, quanto devi cercare poi?

La luna era tutta bianca nel cielo stellato, senza nubi e della recente pioggia c'è rimasto solo un ricordo nelle strade ancora bagnate, ma il cielo è sereno e la luna sembra sorridere.

Qualcuno si è affacciato dal terrazzo e ci sta filmando...di certo questa volta non passiamo inosservati. Si sente il freddo di dicembre, ma camminando come facciamo sempre così speditamente, ci si riscalda. Anzi, essendo tanti, le pause sono diventate più brevi. Così è stato alle fosse ardeatine, alla clinica Santa Lucia, ed anche al vecchio dazio.

Qui nel momento di pausa, sono riuscito anche ad incontrare i miei parenti di Trigoria, ed alcuni parrocchiani miei conoscenti. Ho ritrovato anche il pellegrino che balla nell'ultimo tratto di strada, con tutto il suo equipaggiamento da campeggio sulle spalle: quando sente cantare “regina dell'anima mia!..” si fa trasportare dal canto e si mette irresistibilmente a ballare.

Riprendendo il cammino, ad un certo punto, durante la meditazione dei misteri gloriosi, ho incontrato anche la nostra guida, e gli ho detto che potevo recitare le prime cinque ave Maria in lingua francese. Mi ha accontentato subito, al terzo mistero, le prime cinque Ave Maria le ho potute proclamare al microfono in francese.

Anche questa volta è stata una esperienza meravigliosa. Questa fiaccolata si svolge per le vie di Roma e raggiunge il Santuario della Mamma celeste dopo 14 chilometri di strada. Padre Pio ha scelto bene i suoi amici, non è un caso che don Umberto Terenzi fosse un assiduo frequentatore del frate con le stigmate a San Giovanni Rotondo. Infatti il pellegrinaggio notturno è il miglior modo di seguire il maestro dietro alla croce, offrendogli un piccolo sacrificio, di stanchezza, di sonno, di piedi indolenziti, per dirgli il nostro amore sincero.

Giunti al Santuario, si sono occupati tutti i posti a sedere e molti sono rimasti anche in piedi. Per la messa cantata delle cinque presieduta dal presidente della corale del Divino Amore, abbiamo avuto anche la gioia di ascoltare i bei canti dedicati alla Vergine Maria. Di fronte a questo spettacolo mi è venuto spontaneamente il pensiero che il trionfo del Cuore immacolato di Maria arriverà presto ed è già riconoscibile qui, al Santuario del divino Amore. Qui già è iniziato il trionfo del cuore immacolato di Maria. E se ci pensi bene, quel trionfo sarà molto più bello per noi parrocchiani se avvenisse insieme alla beatificazione di don Umberto Terenzi. Don Umberto si è trovato spinto da almeno due santi: San Pio e don Orione, e tutta la sua vita l'ha passata al Divino Amore per fare trionfare La Madonna, come può essere che la Madonna del Divino Amore, nel suo trionfo non ci metta anche don Umberto?

Viva Maria, Viva padre Pio, Viva don Umberto!

IL PELLEGRINAGGIO DEL 6 SETTEMBRE.
 
Dopo la benedizione di Don Rodolfo, sacerdote oblato del Divino Amore, è iniziato il nostro cammino.
All'inizio ci sono tante candele accese, alla fine molte candele si saranno consumate.
Si cammina speditamente, non fa freddo. L'Amore alla Madonna ci conduce e si rispecchia
nell'amore reciproco tra i pellegrini. C'è gioia e stupore per le preghiere belle che si recitano
e per le persone meravigliose che si scoprono.
 
Per la strada ci sono delle fontanelle di acqua, alla quale ci si può rifornire regolarmente:
prima sull'Appia antica, poi all'altezza della clinica santa Lucia, poi un'altra dopo il Molino.
 
A metà strada, al vecchio dazio, c'è la solita pausa, ma presto si riparte con la recita della Via Crucis.
Qualche pellegrino speciale c'è sempre. Eccone uno che si è portato il cagnolino.
Ogni tanto lo prende su in braccio per non lo fare stancare troppo,  e quando lo rimette per terra,
cammina anche lui e tira il suo guinzaglio. Domani dovrà dormire anche il cagnolino per recuperare.
 
Più in là incontro una coppietta veramente speciale: due anziani che vanno a braccetto. Lei
elegante, alta come lui e dondola quando cammina, porta una borsa con un giacchetto di riserva
per il freddo eventuale, ma non serve. Lui, anziano non dondola ma pende con il capo leggermente
verso di lei ed anche lui porta una borsa a tracolla. Camminano insieme dolcemente legati.
 
Eccone uno del tutto speciale. Parla un italiano misto con spagnolo. Porta sulle spalle
un intero equipaggiamento da vero scout con sacco a pelo e materassino, e con le mani 
ha anche la forza di reggere due candele accese da una parte e una torcia elettrica dall'altra.
Ed in più tiene anche un cembalo per accompagnare tutti i canti. E con tutti questi bagagli eccolo che
l'ultimo tratto di strada, proprio il finale, quando si canta "...regina dell'anima mia!" Eccolo che
balla a modo suo girandosi intorno prima da un lato poi dall'altro. E riesce a stare in equilibrio
con tutto quello zaino da campeggio sulla schiena. Veramente stupendo.
 
E in tutto questo percorso, ecco i vigili della città di Roma, che ci seguono silenziosi ma attenti,
bloccano il traffico, ci proteggono come la chioccia coi pulcini. Davvero si meritano quella preghiera
di ringraziamento che diciamo per tutti loro alla fine del pellegrinaggio.
 
E questa notte poi è stata più bella, c'erano dei volontari tra questi anche donne che cantavano
molti canti. Ma sempre instancabile è la nostra guida. Merita tutta la nostra ammirazione.
E poi ci ha dato già appuntamento per sabato prossimo.
 
Viva Maria! Viva padre Pio! Viva don Umberto!
 

Viva Maria!

    Viva Padre Pio
Viva don Umberto!
 
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